L’articolo del Professor Wesch evidenzia due atteggiamenti significativi riscontrabili oggi negli studenti (io inclusa): demotivazione e tecnodipendenza. Partiamo dalla demotivazione: siamo la generazione delle sperimentazioni scolastiche. Alle medie, la mia sezione era sperimentale, due lingue straniere e due pomeriggi, la scelta del liceo proponeva ulteriori sperimentazioni: linguistica, informatica, senza greco al liceo ma con la fisica per tutto il corso di studi. Poi arriva la maturità, due prove di indirizzo e terzo scritto su tutte le restanti materie. All’università nuova riforma, nuovo esperimento, 3+2, e vai con una media di 33 esami per il primo corso di studi e una ventina per il secondo. Nei tre anni di specialistica a Firenze il mio piano di studio è cambiato tre volte e non per mia volontà. Molte informazioni, poca sostanza. Perché spopolano i tuttologi? perché non sappiamo niente approfonditamente ma un po’ di tutto in maniera superficiale e per dimostrare agli altri che si sa si spaccia ciò che si è imparato sui “bignami” come frutto di ampio patrimonio culturale e ottima formazione. La seconda caratteristica che ci contraddistingue è la tecnodipendenza: la tecnologia, il cellulare, il pc, le messaggerie istantanee, i blog e i social network sono i mezzi che ci permettono anche di muoverci, rimanere a galla, destreggiarci tra i cambiamenti scolastici, universitari sono l’equivalente della rete di protezione dell’equilibrista, l’unica salvezza per cadere senza farsi troppo male. Nella disorganizzazione generale le persone tendono all’egoismo, al concentrarsi su se stesse, “…già è difficile per me capire quale esame fare, quale sia l’aula della lezione, quale programma devo usare per prepararmi, ecc….non posso perdere tempo a darti una mano”.
Mi rincuora sapere che ci sia qualcuno che abbia notato questo malessere, mi viene da dire poi che se il Prof. Wesch si lamenta degli studenti americani, con noi italiani potrebbe iniziare a strapparsi i capelli… Quello che manca, a mio avviso, alla scuola italiana, più in generale alla burocrazia italiana, è l’ordine, la chiarezza, la semplicità e la linearità nell’organizzazione, tutti questi elementi non potrebbero che semplificare i processi comunicativi e migliorare la qualità dell’apprendimento e della vita degli studenti.
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